Il Capitolo Conventuale del 1977, di St. Joseph's Priory, Makkiyad, prese la decisione profetica di impiantare il monachesimo silvestrino nella regione meno cristiana dell’India. Questa decisione si rese necessaria anche a causa dell’aumento dei giovani monaci e dall’urgenza della missione ‘ad gentes’, che esigeva la presenza monastica nel paese. Di conseguenza, alcuni monaci partirono per il Nord e per il Centro dell’India per realizzare questo programma deciso dal Capitolo Generale. Nel 1982 due monaci di St. Joseph’s Priory, Makkiyad, si recarono nella diocesi di Vijayawada dello Stato di Andhra Pradesh a scopo di esplorare la possibilità di una presenza silvestrina nella regione; un terzo monaco li raggiunse successivamente. Ora lo Stato Andhra Pradesh è una regione che ha un proprio sistema di amministrazione, di cultura, di lingua e di tradizione. E’ popolata dai Hindus e anche da una buona percentuale di musulmani. I cattolici e cristiani sono un piccolo numero e sono in limitate località con propria tradizione e formazione tipica di fede. Oggi è suddivisa in 14 diocesi appartenenti a due Province ecclesiastiche.

Sua Eccellenza Dr. Joseph Thumma, allora Vescovo della Diocesi di Vijayawada, fu molto contento di accogliere i due monaci nella sua Diocesi e affidò loro una stazione di missione per il loro ministero pastorale. Il Priore Conventuale P. Paulinus Vadakepattany osb, in seguito, stipulò un contratto di lavoro con il Vescovo, delineando i termini e le condizioni della missione dei monaci nella Diocesi. I monaci contribuirono notevolmente allo sviluppo della missione affidata loro dal Vescovo. Ma purtroppo, dopo l’esperienza protrattasi per alcuni anni, ci si rese conto che il luogo non era adatto per impiantarvi un monastero e di conseguenza i monaci decisero di cercare un altro luogo per stabilirvisi in modo permanente. Si presentarono varie possibilità: tra queste la proprietà della Diocesi offerta dal Vescovo a tale scopo. Questa proprietà terriera si trovava in Jaccampudi, molto vicino alla Città di Vijayawada. I monaci trovandola abbastanza adatta, la ottennero dal Vescovo come donazione in perpetuum nel 1986.

L’abate Tonini e il Segretario Generale D.Antonio Iacavone, insieme con altri monaci indiani fecero la prima verifica circa l’idoneità del sito per il futuro sviluppo del monastero. D’accordo con il Vescovo decisero di erigere qui iMonastero Navajeevanl monastero come centro della missione silvestrina nella regione Sud-centrale dell’India.

Da parte sua il Capitolo Conventuale di St. Joseph’s Priory, Makkiyad, nello stesso anno, decise di dare a questa casa la qualifica di ‘fondazione’ secondo le Costituzioni allora vigenti, cioè di una casa dipendente dal Priorato in vista di diventare un monastero sui juris. Nello stesso tempo, venivano concesse alcune facoltà per un governo adeguato a una ‘fondazione’. In seguito a questa decisione, quattro monaci raggiunsero la nuova missione. Nel 1987, ancora una volta l’abate Tonini, il Segretario Generale D. Antonio Iacovone, D. Andrea Pantaloni, il Priore Conventuale di S. Silvestro, insieme con il Priore Conventuale di St. Joseph’s Monastery, Makkiyad, fecero un secondo sopralluogo alla località per formalizzare il progetto con il Vescovo. Finalmente ottenuto il consenso dei Superiori, si celebrò l’inaugurazione ufficiale della fondazione l’ 11 luglio 1987, festa di San Benedetto, nella co-cattedrale alla presenza del Vicario Generale, del Priore Conventuale D. Benedict Kodiampurayidam e degli altri invitati. Il parroco della co-cattedrale accolse generosamente i monaci per alcuni mesi nella sua casa, fino a quando non costruirono la loro residenza. L’amministrazione centrale dell’Abate Generale, D. Simon Tonini, destinò la somma di $30.000/ e così si poté iniziare la costruzione del monastero. Una capanna era la residenza dei monaci; cominciarono a risiedere a Jaccampudi il 25 novembre 1987, sperimentando subito le abituali catastrofi dell’allagamento, dei tifoni, dei serpenti ecc. Ma i maggiori ostacoli si ebbero nell’ottenere i permessi necessari da parte dell’autorità civile per la costruzione del monastero.



‘Navajeevan’ significa ‘nuova vita’. E’ un sostantivo che deriva dalla combinazione di due radici della lingua Sanskrit, ‘Lo stemma di Navajeevannav’ (= nuova) e ‘jeevan’ (= life). In India le case religiose sono intitolate con questi nomi indiani. E’ il desiderio di tutti che il monastero risponda al significato del titolo e abbia la fortuna essere di stimolo per una vita nuova a tutti quelli che vivono dentro le sue mura e per la gente dei dintorni. Questa vita nuova viene ritmata dall’ “ORA ET LABORA” della tradizione benedettina.

Il 19 marzo 1988, il Vescovo J. Thumma, benedisse la prima pietra del nuovo monastero e così venne dato il via, con tanto entusiasmo, ai lavori della costruzioMonsignor J. Thummane. L’ 11 luglio, festa di San Benedetto, titolare del nuovo monastero, la parte frontale dell’edificio era pronta per essere benedetta dal Vescovo J. Thumma. Affrontando l’inclemenza del caldo (45-49 gradi) e della tempesta-ciclone del golfo di Bangala, i monaci avevano lavorato senza pausa per completare l’edificio. Esauriti i soldi, la divina provvidenza nella persona di Signora SELINI FERNANDA, provvide una donazione di $ 60,000/, grazie all’iniziativa di D. Andrea Pantaloni osb, e i lavori ripresero. 

Intanto, alcuni monaci lasciano la fondazione, trasferiti per motivi particolari, ma successivamente altri monaci sono mandati dal Priorato di St. Joseph’s Makkiyad, per dare una consistenza monastica alla nuova fondazione. Nel 1993 a ‘Navajeevan’ era concessa la facoltà di eleggere il suo priore secondo le Costituzioni.

La presenza dei monaci silvestrini dà un contributo incoraggiante fin dall’inizio. I giovani candidati cominciano a entrare in monastero dalle comunità cattoliche portando la loro cultura e tradizione. Grazie al Signore delle messi, il monastero conta, oggi, una decina di giovani monaci, sAbate Andrea Pantaloniia della regione del Kerala che del Sud India. E’ a causa di quest’aumento di vocazioni che la comunità di ‘Navajeevan’, nel 2001 chiede formalmente al Capitolo Conventuale di St. Joseph’s Monastery, Makkiyad, la erezione del monastero a Priorato Conventuale. Questa proposta viene ben accolta dal Capitolo Conventuale che esprime il parere favorevole quasi all’unanimità. In seguito, il Capitolo Generale della Congregazione, avuto luogo presso la casa madre di San Silvestro, Fabriano, erige ‘Navajeevan’ come secondo Priorato Conventuale il 5 settembre 2001. L’inaugurazione ufficiale avviene il 21 marzo 2002 e così nasce ‘Navajeevan’ dopo 15 anni d’esistenza come fondazione del monastero di St. Joseph’s Priory, Makkiyad.

 

Benedizione di Giovanni Paolo II in occasione dell'inaugurazione del Nuovo Priorato